Terry Riley e Gyan Riley in concerto a Napoli @ Casa Morra-Archivio d'Arte Contemporanea.100 Anni di Mostre., Napoli [27 luglio]

Terry Riley e Gyan Riley in concerto a Napoli


602
27
luglio
22:00

 Pagina di evento
Casa Morra-Archivio d'Arte Contemporanea.100 Anni di Mostre.
Salita San Raffaele 20 C, 80136 Naples, Italy
Prossimamente in Europa per tre tappe: Barcellona (Sónar festival) poi a Napoli per la prima volta, e infine Londra (Oval Space).
In esclusiva nazionale nel settecentesco cortile di Casa Morra, Terry Riley si esibirà al pianoforte e synth con il figlio Gyan alla chitarra. Questo evento è ovviamente organizzato dalla Fondazione Morra, da sempre attenta a proporre in città le neo-avanguardie contemporanee, in collaborazione con la E-M ARTS.
Un evento unico per la città partenopea, il grande artista di musica contemporanea che ha generato la musica minimalista “ripetitiva”, seguita da tanti altri musicisti minimalisti e da formazioni di musica popolare. Negli ultimi anni è in tour con il figlio Gyan alternando momenti musicali tipici del repertorio folk e jazz fino, ovviamente, a toccare momenti di avanguardia minimale.
Nella suggestiva Casa Morra — Archivio d’Arte Contemporanea di Napoli un’occasione eccezionale per ascoltare e comprendere le intricate strutture sonore del duo Terry Riley e Gyan Riley i quali, diffondendo un'intensa e vibrante energia, ampliano la propria particolare comunicazione artistica in maniera neurotica e stimolante.
Terry espande i confini della struttura prescelta e grazie agli 'incitamenti' di Gyan giungono in direzioni insolite verso maratone di creazione spontanee e ipnotiche. Questa forza sonora interagisce con l’ambiente spaziale e il vigore del pubblico, generando un'esperienza di grande impatto che agisce nella profondità dell'animo.
Per Terry Riley la musica è un modo per collegarsi ad un potere forte, ancora indistinto. Gyan è un chitarrista virtuoso di formazione classica influenzato dalle strutture ritmiche del Nord Africa e della Spagna ed un esperto improvvisatore.

Padre e figlio generano una performance di corrispondenze intuitive in cui si influenzano a vicenda in un flusso emozionale intenso e intimo. Le strutture armoniche generate dal pianoforte e dalla chitarra, guidate dal genio umano, creano profonde tessiture sonore che si compenetrano attraverso una reciproca capacità di improvvisazione.
Per Terry e Gyan la materia sonora è un processo incessante proveniente dall'ignoto fatto di movimenti modulari e ritmi semplici che vanno intesi come una pulsazione universale costante.

Il concerto si svolgerà il 27 Luglio 2018 presso il cortile di Casa Morra in Napoli, in via Salita San Raffaele 20/c; con inizio alle ore 21:00 e biglietto unico al prezzo di euro 18,00 + d.p.
Prevendite attive: http://casamorra.mytickets.it/

Biografia Terry Riley:
Capostipite e padre riconosciuto del minimalismo, Terry Riley ha saputo attraversare sei decenni di musica d’avanguardia restando sempre se stesso. Ha inventato procedimenti e strutture talmente flessibili che, al pari dei suoi amati raga indiani, hanno resistito nel tempo e influenzato una gamma vastissima di musiche apparentemente lontane e inconciliabili, dal jazz modale di Miles Davis e John Coltrane, al Canterbury sound dei Soft Machine, alla psichedelia dei Pink Floyd agli inesauribili moduli di Philip Glass e Steve Reich passando per il rock di The Who e la kosmische music dei Tangerine Dream.
Le composizioni di Riley sono estatiche, ipnotiche, meditative; eppure sono immediatamente riconoscibili per un certo sapore pop, gradevolmente speziato di immediatezza.

Famoso per la sua introduzione della «ripetizione nei motivi musicali occidentali» ha ideato i primi esperimenti su tape loop e sistemi di delay che hanno lasciato un segno indelebile sulla musica sperimentale del passato fino ai giorni moderni.

Ha iniziato a esibirsi professionalmente come pianista solista negli anni '50; a metà del decennio, quando studiava composizione a San Francisco e Berkeley, dove tra i suoi compagni di classe c'era il collega, innovatore e minimalista, La Monte Young.

Nel 1960 ha scritto Mescalin Mix per la compagnia di danza Anna Halprin, un suite composta da loop e dai suoni assortiti.
All'inizio degli anni '60 Riley suonava regolarmente in esibizioni che iniziavano alle ore 22:00 e continuavano fino all'alba; un precursore dei rave underground.

Laureatosi nel '61 a Berkeley pubblicò nel 1963 il suo primo lavoro importante: «Music for the Gift» fu composto per lo spettacolo scritto da Ken Dewey; utilizzando due registratori realizzò i primissimi brani generati da un sistema di delay — feedback a nastro con un setup che Riley ha soprannominato il «Time Lag Accumulator» suonando in loop la versione di Chet Baker di «So What» di Miles Davis. L'effetto del loop scatenò l'interesse di Riley per la ripetizione come mezzo di espressione musicale così nel 1964 completò la sua opera più famosa che lo portò alla svolta minimalista con l'album intitolato «In C». Successivamente questo capolavoro è stato riconosciuto come il pilastro della musica d'avanguardia ed elettronica. Si componeva di un pezzo costruito da 53 modelli separati, era una composizione storica che forniva la concezione di una nuova forma musicale assemblata da figure ripetitive ad incastro.

Successivamente Riley imparò anche a suonare il sassofono, introducendo lo strumento nei suoi cosiddetti voli notturni, queste epiche performance d'improvvisazione diventarono ben presto la base per le sue registrazioni di maggior successo.
E' nel '68/'69 che getta le basi per la musica ambient grazie a «A Rainbow in Curved Air» (dalla durata di 18:40) e Poppy Nogood And The Phantom Band. I pattern ciclici della musica e le atmosfere eteree precedono di anni la formula del concetto di ambient.

Nel 1970 avviene però una svolta: Riley fa il suo primo viaggio in India per studiare con il maestro vocale Pandit Pran Nath divenuto suo assiduo partner nei concerti. Un altro collaboratore era John Cale realizzò nel '71 l'LP «Church of Anthrax», probabilmente la registrazione più nota di Riley al di fuori dei circoli di musica sperimentale.
Durante gli anni '70 ha insegnato composizione e raga dell'India del Nord al Mills College di Oakland in California.

Dopo l'ambient anticipa il suono trance. Prima nel '70 sonorizzando due spettacolo dal vivo, uno in L.A. e l'altro a Parigi, e poi nel '72 con l'album «Persian Surgery Dervishes», realizzò opere di musica per macchina meditativa anticipando il suono trance.
Più o meno nello stesso periodo, mentre lavorava con lo staff di Mills, fece amicizia con David Harrington della Kronos Quartet iniziando a collaborare a numerosi concerti per quartetto d'archi e orchestra, uno addirittura commissionato dal Festival di Salisburgo nel 1991. Con «Salome Dances for Peace» del 1989 Riley e Kronos furono nominati a un Grammy.

In quegli anni inizia un periodo di pochissime registrazioni la più rilevante fu la performance per celebrare l'anniversario d'argento di In C, poi pubblicato nel 1990. Durante il resto del decennio, e anche nel 21° secolo, Riley ha visto le sue opere — in generale inediti precedentemente registrati su nastri -pubblicate da varie etichette tra cui la Cortical Foundation, Wergo e Elision Fields.

Tuttavia non ha mai smesso di comporre. Nel 2001 con la Kronos Quartet ha pubblicato «Terry Riley: Requiem per Adam» su etichetta Nonesuch, mentre sulla sua etichetta discografica, la Sri Moonshine, ha pubblicato «Atlantis Nath». Nel 2005 ha collaborato con il poeta Michael McClure in I Like Your Eyes Liberty (anche su Sri Moonshine). Riley ha anche lavorato con il bassista d'avanguardia Stefano Scodanibbio su Diamond Fiddle Language, poi pubblicato da Wergo lo stesso anno.

Nel 2008, all'età di 70 anni, ha pubblicato due lavori. Il primo fu «Cusp of Magic» by Kronos Quartet per la label Nonesuch. La Kronos Avevano incaricato Riley di creare un nuovo lavoro per loro per celebrare il suo compleanno; il compositore accettò di buon grado. Più tardi, durante l'anno, Riley pubblicò il più giocoso «Banana Humberto» su Sri Moonshine. Nel 2012 pubblica per la Tzadik di John Zorn «Autodreamographical Tales».

Infine arriviamo ai giorni nostri. Riley ha pubblicato un album di concerti dal vivo con suo figlio Gyan su Sri Moonshine nel 2011, e successivamente ha pubblicato una composizione, lunga due ore, dal titolo «Aleph»; un lavoro per il sintetizzatore Korg Triton 88 (originariamente creato per Aleph-Bet Sound Project presso la Jewish Jewish Museo di San Francisco). Il lavoro è stato pubblicato dalla Tzadik all'inizio del 2012.

Nel 2015 Terry Riley ha compiuto 80 anni.
Da questo momento in poi si concretizza il duo The Rileys: Terry & Gyan iniziano una serie di concerti per pianoforte, synth e chitarre girando tutto il mondo.
Questo progetto rappresenta un programma completamente dedicato alla sua carriera, diciamo, una sorta di celebrazione: strutture complesse, spesso improvvisate contenenti elementi di minimalismo, jazz, ragtime, e raga indiano del Nord, tutte combinazioni musicali che hanno caratterizzato la musica di Riley in tutta la sua strepitosa carriera.
“Niente di tutto quello che ho fatto in questa vita mi ha dato più soddisfazione di improvvisare su queste canzoni con Gyan. La sua presenza, brillante e virtuosa, mi sorprende ogni volta, e mi dona grande energia.
Non avrei potuto sognare una migliore unione della mente e dello spirito in questa collaborazione”
(Terry Riley)

QUANDO SI PARLA DI MINIMAL MUSIC
da Treccani.it
Termine coniato dal compositore e musicologo inglese Michael Nyman per definire la musica di La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass (Experimental music. Cage and beyond, 1974; trad it. 2011, pp. 139-71). La m. m. è caratterizzata dalla ripetizione di elementi semplici e spesso consonanti, dal rifiuto dell’espressionismo e dalla chiarezza formale, talvolta associata a proporzioni aritmetiche.
I contatti fra Glass e Reich, più legati all’avanguardia occidentale, con Young e Riley, più affini a pratiche musicali di matrice orientale, permisero di fondere in una corrente uniforme le esperienze individuali, che si svilupparono poi in direzioni distinte e diverse. I primi lavori della m. m. risalgono al 1964, anno di inizio del ciclo Tortoise, his dreams and journeys, composizioni basate su lunghi bordoni (drones) di Young, e anno della composizione di In C di Riley, in cui, a partire dalla pulsazione costante di un do (in inglese C), si susseguono semplici spunti musicali, ripetuti a piacere da un numero indeterminato di musicisti.
L’esordio di Reich avvenne un anno più tardi, con la definizione di «musica come processo graduale» (Reich 2002, pp. 34-36), di cui sono esempio le composizioni elettroacustiche It’s gonna rain (1965) e Come Out (1966) e le composizioni strumentali Piano phase (1967) e Drumming (1971), mentre Glass arrivò al successo internazionale nel 1976 con l’opera Einstein on the beach, in collaborazione con il regista Robert Wilson. Il movimento attrasse presto l’attenzione di molti musicisti: gli americani John Adams, Frederic Rzewski, Charlemagne Palestine, gli inglesi Gavin Bryars, Howard Skempton, Nyman e il neerlandese Louis Andriessen. In particolare, Andriessen ha sviluppato l’idea di ripetizione in parallelo con la riflessione politica e i movimenti di protesta studenteschi, ponendo le basi del post minimalismo con De Staat (1972-76), sul testo della Repubblica di Platone, in cui si sviluppano accordi dissonanti e figure più complesse, sottoposte al principio di ripetizione. Fra i movimenti musicali più ricchi e fiorenti del 20° e 21° sec., il minimalismo è stato adottato e caratterizzato individualmente da compositori diversi, dai mistici Arvo Pärt e John Tavener, ai meditativi Giya Kancheli, Vladimir Martynov, Henryk Górecki, ai più disinvolti Graham Fitkin, Steve Martland, Michael Torke, ai compositori statunitensi del collettivo Bang on a can, agli italiani Ludovico Einaudi e Giovanni Sollima, e fin dagli inizi è stato adottato da musicisti pop e rock: Laurie Anderson, Meredith Monk, Wim Mertens, Mike Oldfield, John Cale, Glenn Branca, fino alla più recente minimal techno.
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