Parata del Napoli Pride 2017 @ Piazza Municipio, 80133 Napoli NA, Italia, Napoli [24 giugno]

Parata del Napoli Pride 2017


3024
24
giugno
16:00 - 22:00

 Pagina di evento
Piazza Municipio, 80133 Napoli NA, Italia
Concentramento: Sabato 24 Giugno 2017 ore 16:00 Piazza MUNICIPIO info napolipride.org — ondapride.it

CORNICE PER FOTO PROFILO: goo.gl/DSuAIk
PARTY UFFICIALE: facebook.com/profile.php?id=178934855967600

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Sabato 24 giugno avrà luogo il Mediterranean Pride of Naples, evento che si inserisce nella rete dell’Onda Pride nazionale con cui si rievocano, nelle maggiori città italiane, i leggendari moti di Stonewall, quei moti che, nel lontano 1969, diedero il via alle lotte di rivendicazione della comunità Lgbt in tutto il mondo.
I temi centrali del Mediterranean Pride of Naples 2017 saranno il Corpo e la capacità di autodeterminarsi e, ovviamente, il Mediterraneo.
Il corpo inteso come laboratorio di libertà e intima e rivoluzionaria fucina della propria autodeterminazione. Al di là di qualsiasi schematismo ideologico e politico, rivendicare la centralità del corpo e del corpo nella sua dimensione fisica ed erotica significa sottrarre il corpo sia alla logica della mercificazione capitalistica sia a quella della mortificazione religiosa. In tale prospettiva, il corpo diventa uno strumento rivoluzionario, di potenziale infrazione a qualsiasi normalizzazione coatta, a qualsiasi autorità che, dall’esterno, intenda decidere per il nostro corpo e sul nostro corpo. Il corpo, nell’esibizione della sua fluida e nuda potenzialità destrutturante, scardina la cappa sessuofobica, misogina e maschilista che incombe ancora nell’immaginario collettivo.
Rivendicare i diritti del corpo significa anche restituire alle associazioni LGBT, il significato primigenio di movimento di liberazione sessuale e culturale, avviando, proprio a partire dal Mediterranean Pride of Naples 2017, una discussione laica, seria ed emancipata su tutte le questioni che investono il nostro corpo, dall’integrazione nel mondo del lavoro delle persone transessuali, stigmatizzate ed escluse a causa della trasformazione che hanno consapevolmente operato sul proprio corpo, alla creazione di una campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili che emerge chiaramente come priorità nel nostro Paese, a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, passando, inevitabilmente, per il contrasto alle discriminazioni e allo stigma che colpisce chi decide consapevolmente di prostituirsi o chi rivendica, da disabile, il proprio naturalissimo diritto alla sessualità e al piacere fisico.
Un aspetto legato alla dimensione fisica e corporea, particolarmente delicato e sentito dalla comunità LGBT è poi quello della genitorialità. Non possiamo, infatti, dimenticare che la Legge Cirinnà, per quanto importante e innovativa, ha lasciato fuori un segmento cospicuo del movimento, un segmento formato da tutti quei gay e quelle lesbiche che hanno deciso di perseguire con convinzione e determinazione il proprio progetto di genitorialità, progetto legittimo che non può e non deve essere oggetto di alcun giudizio sociale e di nessuna sommaria reprimenda oscurantista. In tale prospettiva, richiamiamo l’attenzione di tutte le cittadine e tutti i cittadini sul tema della gestazione per altri e sull’urgenza di equiparare anche il nostro Paese a quegli standard di civiltà che, regolando opportunamente questa pratica, piuttosto che demonizzarla, ne valorizzano il profilo altruistico e volontaristico.
Il corpo, posto al centro del Mediterranean Pride of Naples, invita anche ad una riconsiderazione più attuale e moderna dei nostri stessi perimetri fisici e identitari, una riconsiderazione che, superando obsoleti schematismi fondati sulla classificazione binaria di sesso e genere, ci spinga ad infrangere una volta e per tutte l’idea del corpo come frontiera sociale che ostacola ed inibisce chiunque desideri, legittimamente, ribaltare e mescolare i ruoli di genere o identificarsi con più forme di espressione di genere anche simultaneamente.
Inoltre, è indispensabile ricordare che, insieme al tema del corpo, il Pride di Napoli insiste, da sempre, sul tema del Mediterraneo. Il Mare Nostrum come ponte di culture e conoscenze che unisce popoli solo apparentemente distanti, popoli che, invece, sono chiamati a riconoscersi e dialogare costruttivamente in virtù di una medesima impronta culturale. Le culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo, infatti, sono accomunate da tratti distintivi molto simili, anzi è bene ricordare che sono molto più numerosi gli elementi di continuità che quelli di frattura, una continuità culturale dovuta al fatto che l’intero substrato culturale, dalla scienza all’architettura, dall’arte alla pittura, dalla cucina alla musica, ha assunto, sulle varie sponde del mediterraneo, sì espressioni diversificate ma strutturalmente identiche. Da questa riflessione consegue la necessità di rivendicare le istanze dell’accoglienza, della condivisione e della comunione tra tutti i popoli che si affacciano sul bacino del Mediterrraneo. Proprio per questo, per il Mediterraenan Pride 2017, si impone la necessità di far iniziare il corteo da Piazza Municipio, piazza simbolo “sospesa” tra il Porto, luogo cardine di partenze e approdi nel Meditearraneo, e Palazzo San Giacomo, Casa comunale che ha accolto, nell’ultimo anno, momenti importanti della nostra storia dei diritti, come la prima unione civile celebrata dal Sindaco di una grande città italiana e il convegno internazionale Nelfa dal titolo: «Famiglie arcobaleno in Europa — Stesso amore, diverse tutele”

Infine, bisogna ricordare l’originale restyling del logo del Mediterranean Pride of Naples 2017: una rielaborazione della Statua del Nilo, uno dei simboli più interessanti della Storia inclusiva del capoluogo partenopeo. Partendo dal corpo, tema di quest’edizione, si è deciso di puntare su una statua, quella del Nilo, che sorge nel cuore della città e che, per anni, è stata chiamata cuorpo 'e Napule e che fu interpretata erroneamente come la statua di un personaggio femminile (anche perché presenta alcuni putti che sembrano essere allattati dal Nilo). Inoltre, al di là della suggestiva indeterminazione di genere, la scultura risale ai tempi della Napoli greco-romana, quando in quell’area urbana si stabilì una comunità egiziana e il popolo napoletano si dimostrò molto inclusivo verso questo fenomeno, tant'è che le colonie vennero soprannominate le “nilesi”, in onore del vasto fiume egiziano e fu eretta la statua del fiume Nilo, divinità simbolo di prosperità e benessere.
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